Nel
1969 si tenne il festival di Woodstock nei pressi di New York. Vi parteciparono
molti esponenti della scena
musicale dell’epoca, tra questi Jimi Hendrix, che tenne un’esibizione
strabiliante. Con in braccio la sua chitarra distintiva, una Fender
Stratocaster, durante il suo concerto intonò le note dell’inno americano (Star Splanged Banner), ma non le suonò in maniera tradizionale. Inserì nell’esecuzione
suoni che rimandavano alla guerra: bombe, sirene, colpi di fucile, oltre ad
aver quasi del tutto scordato la chitarra per rendere il suono distorto e
cacofonico. Jimi Hendrix ha voluto colpire nel profondo l’orgoglio americano
“sbeffeggiando” l’inno degli Stati Uniti. Oltre ad aver rappresentato uno dei momenti più alti
della musica rock, questa esibizione fu una critica mossa contro gli USA per la sua indole
guerrafondaia. In quegli anni gli Stati Uniti stavano portando avanti la guerra in
Vietnam, uno stato del sud-est asiatico, per fronteggiare l’espansione degli
ideali comunisti in Asia. L’allora presidente statunitense John Kennedy decise di
inviare una quantità sempre crescente di soldati, una vera e propria escalation. La guerra durò oltre dieci anni,
durante i quali i soldati americani si fronteggiarono con i guerriglieri
vietnamiti, i cosiddetti Vietcong, sostenuti dall'URSS e dalla Cina dai quali gli
statunitensi furono sconfitti nel 1975. Il numero di morti tra i civili
vietnamiti si aggirò intorno ai due milioni e le campagne furono devastate dai gas usati dagli USA. L’interventismo
americano scatenò l’indignazione dei giovani americani che iniziarono a
protestare nelle piazze per la pace. Nacque
così il movimento Hippie che lottava per la libertà di vestirsi, di amare, di
vivere come si voleva. I giovani, anche quelli al di fuori del movimento hippie, iniziarono
a riunirsi per dibattere su temi importanti di carattere politico e sociale e reclamavano
il loro ruolo nella vita politica attiva. L’anno culmine fu il 1968, quando
molti studenti di diverse città occuparono le università durante il cosiddetto
autunno caldo; da questa data prende il nome lo stesso fenomeno rivoluzionario.
Fu una stagione di forte creatività e fermento politico, nella quale si poté
assistere ad una vera e propria rivoluzione culturale. Anche la musica fu
rivoluzionata, nacque una musica più adatta ai pensieri e ai problemi giovanili,
capace di rappresentare tutta la vivacità e la turbolenza di quell'età: il
rock. Uno
dei principali esponenti di questa rivoluzione musicale è stato proprio Jimi
Hendrix. Nell'ambito musicale fu un rivoluzionario: nei suoi brani sono
presenti molti generi musicali diversi come blues, rock psichedelico, rock e
funk, che uniti hanno gettato le basi della musica rock.
Gli
ideali del 68 sono morti?
Si.
I
giovani non si interessano più ai temi politici e sociali, ma tra loro, tra
noi, dilaga
l’indifferenza. Ciò che conta al giorno d’oggi è l’immagine, l’ostentazione di
ricchezza. Per essere accettati dalla società moderna bisogna essere conformi
alla società stessa. Siamo tutti uguali: nell'abbigliamento, nel modo di parlare, nel
modo di pensare, di desiderare, di sognare! Ormai i nostri pensieri sono fortemente influenzati da quelli degli altri: si desidera qualcosa non
perché la si desidera veramente, ma perché la massa la desidera. Non si è
liberi di essere, come i giovani del Sessantotto.
Viviamo
un mondo logorato da guerre, da povertà, da ingiustizia, ma pochi sono
quelli che ancora provano disdegno, rammarico, pochi sono quelli che si
attivano e si battono per un mondo più giusto. In questi giorni gli Usa
hanno iniziato a bombardare la Siria accusandola di aver usato armi chimiche.
Agli Stati Uniti si sono Uniti l’UK e la Francia; nel frattempo la Russia,
alleata della Siria, ha minacciato delle ripercussioni per gli americani. A mio
avviso lo scenario che si sta prospettando è simile, se non peggiore di quello del Vietnam, eppure ciò che noto è
la totale noncuranza per questo fenomeno.
C’è
bisogno di una nuova escalation statunitense affinché il desiderio di pace si
riaccenda negli animi di ognuno?
Vi
lascerò con questa domanda e con un album da ascoltare oltre ovviamente alle
straordinarie opere di Jimi Hendrix. L’album in questione è “Dimensioni del mio
caos” di Caparezza. L’autore pugliese ha prodotto quest’album a cinquant'anni
dalla rivoluzione del Sessantotto
parlando della società moderna e inventando una storia che percorre tutto l’album come in un
romanzo.
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