Lettera aperta ad Instagram. Egregi amministratori della piattaforma social su cui sto scrivendo queste poche righe , mi dispiace doverlo sottoscrivere, ma la vostra è stata una tremenda caduta di stile. Bloccare ripetutamente questa pagina, eliminarne numerosi contenuti e limitare pesantemente l'account dell'unico admin di quest'ultima, vi qualifica per quello che siete: dei ciechi censori senza bastone, dei tiranni, degli sporchi fascisti che barcollano nell'ingiustizia. O meglio ancora, dei servi del pensiero unico, degli assassini della diversità di opinione. La parola, l'espressione, il confronto ed il dialogo, venivano negati in altri tempi. In altri tempi chi era scomodo veniva zittito . In altri tempi ai "dissidenti" veniva chiusa la bocca. Quel che mi rattrista ancor di più non è semplicemente il fatto che la mia pagina rischi di chiudere dopo oltre un anno di lavoro, ma vedere un social network comportarsi cosí: come un...
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