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OPEN SPACE



«A me interessa, prima di morire, di capire il mondo in cui sono, non di goderlo attraverso un qualche possesso che non sia d’amore» scriveva Pasolini a Biagio Marin nel 1955.
Quello che Pasolini chiedeva non era una nuova etica, bensì una conoscenza più vera, viva ed esaustiva delle cose. Una conoscenza sempre attenta e vivida che scaturisse da un animo giovane, giovane non nel significato più ovvio del termine. Giovane perché riesce ancora a stupirsi, giovane perché prova ancora meraviglia per tutto quello che lo circonda ed è assetato di conoscenza e di sapere.
“Quanta gioia in questa furia di capire” citava lo stesso Pasolini nel poemetto “Le Ceneri di Gramsci”, denunciando l’indifferenza di molti uomini nei confronti della conoscenza di se stessi e del mondo che ci circonda.
È solo la cultura a rendere l’uomo libero, a promuovere il suo spirito critico e a permettergli di abbattere le catene dell’ignoranza, dell’oscurantismo e dalle false credenze. Cultura deriva dal latino “colere”, “coltivare”, e indica la capacità di aver cura della propria persona dal punto di vista intellettuale, accrescendo le proprie conoscenze e competenze in ogni ambito del sapere.
È questo l’obiettivo di Open Space, promuovere una cultura e un sapere che siano compatibili con persone di ogni età e background; perché il sapere nasce con noi e giorno dopo giorno ha bisogno di essere alimentato e rinfrescato, ha bisogno di cura e di continuo impegno.
In memoria del passato, promuoviamo il presente in vista di un futuro migliore.

Chiara Falvella

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