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JANE EYRE



“Un giorno lei giungerà ad una stretta tra le rocce, dove il flusso della vita s’infrangerà in un vortice tumultuoso e schiumeggiante e allora o lei finirà sbriciolata su quelle cime scabre, oppure, sollevata da un’onda potente, si troverà a fluttuare in acque assai più calme, come è accaduto a me”.
Due parole: Jane Eyre. E’ tutto ciò che serve per ricordare l’indescrivibile universo racchiuso nella sua esile figura a tutti coloro che hanno letto l’omonimo romanzo. Coraggio. Fede. Determinazione. Rara e sconfinata forza d’animo. Sono queste le qualità della protagonista di un classico senza tempo, in cui l’inenarrabile talento della scrittrice inglese Charlotte Bronte si confonde, al punto giusto, con l’impetuosità del suo spirito indomito.
Il grigiore della dinamica Inghilterra ottocentesca è lo scenario perfetto per le vicende della giovane Jane che, dopo la morte dei genitori, viene affidata alle cure dell'insensibile zia paterna. Abbandonata dagli affetti del mondo esterno e costretta a fare affidamento unicamente su se stessa, comincia a coltivare una schietta e genuina personalità, nutrita da una risoluta naturalezza e custodita dalla straordinaria forza del suo animo. Jane, quindi, si impegna a proteggere con la più acuta determinazione il prezioso mondo della sua interiorità, abbinando a una fervida e crescente sensibilità l'ingenuità della sua indole. Persino l'assordante monotonia dell'orfanotrofio in cui trascorre la sua adolescenza non riesce a rompere l'equilibrio che ha faticosamente raggiunto.
Insomma, nonostante il destino si mostri ostile e tenti spesso e volentieri di imprigionarla, Jane riesce a mantenere intatta la sua indipendenza e libertà.
Ma l'agonizzante armonia della sua esistenza è destinata a frantumarsi quando, per la strana ironia della sorte, si ritrova catapultata nella misteriosa tenuta di Mr. Rochester, Thornfield Hall, dove diventa l'educatrice della piccola Adele, sua figlia adottiva. È solo lì che le stabili e resistenti corde della sua vita si rompono irreversibilmente, affievolite dal crescendo di una docile e inconsapevole passione.
Coinvolgente. Appassionante. Stravolgente.
È così che definirei la straordinaria penna della Bronte, che ha saputo dare vita a un romanzo eccezionale, in grado di rapire letteralmente la coscienza del lettore per liberarla dopo 581 pagine completamente rinnovata, intiepidita da un tormentoso e quasi indecifrabile flusso di intense emozioni.
Buona lettura!
 Miriam Cardone

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