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PAURA- SERPENTI SOTTO IL TAPPETO

“In questi giorni di catastrofici mutamenti e di funesta incertezza, vi è forse uomo che sperimenti la depressione e il disorientamento di una paralizzante paura che, simile ad un tormentoso cane d’inferno, perseguita ogni nostro passo? Turbati dal fatto che giorni e anni passano così velocemente, noi ci prescriviamo droghe che promettono eterna giovinezza. Quasi senza essere consapevoli del mutamento, molti hanno permesso alla paura di trasformare l’alba dell’amore e della pace in un tramonto di depressione interiore. Ma io non intendo suggerire che noi dovremmo cercare di eliminare interamente la paura dalla vita umana: se anche questo fosse umanamente possibile, sarebbe praticamente indesiderabile. La paura è l’elementare sistema d’allarme dell’organismo che avverte dell’avvicinarsi dei pericoli e senza del quale l’uomo non sarebbe potuto sopravvivere né nel mondo primitivo né in quello moderno.  La paura, inoltre, è un’importante forza creativa. Ogni grande invenzione e ogni ...

CATILINA, RITRATTO DI UN UOMO IN RIVOLTA; RECENSIONE

La storia è senza dubbio la disciplina più bella, quella più affascinante. Essa infatti è la vita, la materia più reale che si possa studiare; tra le sue pagine, quindi, troviamo nient'altro che uomini che hanno avuto il nostro ruolo, quello di abitanti del presente. Un problema però ci poniamo nello studio della stessa, chi è che scrive la storia? I vincitori, i potenti, coloro che soggiogano e non quelli che sono soggiogati. Dimentichiamo ogni giorno momenti di vita delle masse, teniamo conto solo dei grandi re di Francia, non dei poveri ugonotti, cerchiamo di studiare la psicologia dei condottieri più spietati, ma nessuno si chiede mai cos'abbiano pensato i popoli sfruttati, la storia è scritta dai vincitori e la nostra opinione nei confronti degli eventi è indirizzata dalla penna del tiranno di turno. In questo libro Massimo Fini cerca di invertire la rotta, analizza infatti, secondo le fonti, uno degli episodi più significativi della storia di Roma, con uno dei personagg...

MR. NOBODY, RECENSIONE DEL FILM

Se siete in cerca di un film che vi tenga col fiato sospeso dall’inizio alla fine, che vi porti ai confini della vostra immaginazione e che rovesci continuamente le carte in tavola, ho quello che fa per voi: MR. NOBODY La pellicola, diventata film di culto, può collocarsi tra il genere drammatico e l’universo fantascientifico. Segue la storia di Nemo Nobody, interpretato in età adulta e in vecchiaia da un insolito Jared Leto, definito dal regista Van Dormael «un attore che può trasformarsi fisicamente, vocalmente, ritmicamente», doti assolutamente necessarie per l’interpretazione   di un personaggio così multiforme. Difficile riassumere la trama di un film così articolato e complesso. La storia si sviluppa su quattro linee narrative che corrispondono a dimensioni fisiche distinte, ma miscelate continuamente con straordinaria abilità, proiettando diversi scenari di vita associati a ogni possibile scelta del protagonista. Nemo in versione infantile, posto a un bivio importa...

SOLO LE BOMBE SCUOTONO L'INDIFFERENZA?

Nel 1969 si tenne il fes tival di Woodstock nei pressi di New York. Vi parteciparono molti esponenti della scena musicale dell’epoca, tra questi Jimi Hendrix, che tenne un’esibizione strabiliante. Con in braccio la sua chitarra distintiva, una Fender Stratocaster, durante il suo concerto intonò le note dell’inno americano ( Star Splanged Banner ), ma non le suonò in maniera tradizionale. Inserì nell’esecuzione suoni che rimandavano alla guerra: bombe, sirene, colpi di fucile, oltre ad aver quasi del tutto scordato la chitarra per rendere il suono distorto e cacofonico. Jimi Hendrix ha voluto colpire nel profondo l’orgoglio americano “sbeffeggiando” l’inno degli Stati Uniti. Oltre ad aver rappresentato uno dei momenti più alti della musica rock, questa esibizione fu una critica mossa contro gli USA per la sua indole guerrafondaia. In quegli anni gli Stati Uniti stavano portando avanti la guerra in Vietnam, uno stato del sud-est asiatico, per fronteggiare l’espansione degli ideali...

THE GIVER, RECENSIONE DEL FILM

“Da grande sofferenza scaturì una soluzione: luoghi idilliaci in cui il disordine divenne armonia.” Riadattamento del romanzo distopico di Lois Lowry, The Giver è un film del 2014 diretto da Phillip Noyce. E’ la storia di un mondo perfetto, i cui abitanti vivono in pace e armonia grazie all’iniezione quotidiana di un farmaco che annulla le emozioni umane: non ci sono disparità, dolori, guerre, conflitti. Questo luogo quasi utopico nasconde però una realtà ben più atroce: a venir cancellati sono anche i sentimenti più puri e naturali, l’amore, la gioia, la meraviglia. Questo mondo è visto dagli occhi di Jonas, interpretato da Brenton Thwaites . Jonas è un ragazzo pieno di vita, sveglio e curioso, che ha sempre seguito le regole. Una volta compiuti diciotto anni, la sua vita cambia drasticamente: come ogni altro diciottenne nella sua comunità prende parte alla cerimonia di assegnazione che designerà quale sarà il suo incarico per il resto della sua vita. Ma Jonas non diventa un med...

JANE EYRE

“Un giorno lei giungerà ad una stretta tra le rocce, dove il flusso della vita s’infrangerà in un vortice tumultuoso e schiumeggiante e allora o lei finirà sbriciolata su quelle cime scabre, oppure, sollevata da un’onda potente, si troverà a fluttuare in acque assai più calme, come è accaduto a me”. Due parole: Jane Eyre. E’ tutto ciò che serve per ricordare l’indescrivibile universo racchiuso nella sua esile figura a tutti coloro che hanno letto l’omonimo romanzo. Coraggio. Fede. Determinazione. Rara e sconfinata forza d’animo. Sono queste le qualità della protagonista di un classico senza tempo, in cui l’inenarrabile talento della scrittrice inglese Charlotte Bronte si confonde, al punto giusto, con l’impetuosità del suo spirito indomito. Il grigiore della dinamica Inghilterra ottocentesca è lo scenario perfetto per le vicende della giovane Jane che, dopo la morte dei genitori, viene affidata alle cure dell'insensibile zia paterna. Abbandonata dagli affetti del mondo este...

IL VECCHIO E IL MARE, RECENSIONE

Il Vecchio e il mare “ Sentì il ferro conficcarsi e vi si appoggiò sopra e lo immerse più profondamente e poi lo spinse con tutto il peso del suo corpo. Allora il pesce tornò in vita, recando in sé la sua morte, e si librò alto fuori dall’acqua mostrando tutta la sua grande lunghezza e larghezza e   tutta la sua forza e la sua bellezza. Parve restare sospeso nell’aria sul vecchio nella barca. Poi precipitò in acqua in un crollo che coprì di spuma il vecchio e tutta la barca” Santiago , un vecchio pescatore cubano, da due mesi e mezzo esce per mare e torna a mani vuote e la sua reputazione è così compromessa che perfino i genitori del suo apprendista, il giovane  Manolin , vogliono che il figlio presti servizio presso pescatori più abili e fortunati. Ma il ragazzo è molto affezionato a Santiago e continua a frequentarlo, aiutandolo con le reti e le provviste e conversando con lui di vari argomenti. Un giorno Santiago decide di mettere fine agli esiti negativi delle sue ...