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THE GIVER, RECENSIONE DEL FILM


“Da grande sofferenza scaturì una soluzione: luoghi idilliaci in cui il disordine divenne armonia.”
Riadattamento del romanzo distopico di Lois Lowry, The Giver è un film del 2014 diretto da Phillip Noyce. E’ la storia di un mondo perfetto, i cui abitanti vivono in pace e armonia grazie all’iniezione quotidiana di un farmaco che annulla le emozioni umane: non ci sono disparità, dolori, guerre, conflitti. Questo luogo quasi utopico nasconde però una realtà ben più atroce: a venir cancellati sono anche i sentimenti più puri e naturali, l’amore, la gioia, la meraviglia.
Questo mondo è visto dagli occhi di Jonas, interpretato da Brenton Thwaites. Jonas è un ragazzo pieno di vita, sveglio e curioso, che ha sempre seguito le regole. Una volta compiuti diciotto anni, la sua vita cambia drasticamente: come ogni altro diciottenne nella sua comunità prende parte alla cerimonia di assegnazione che designerà quale sarà il suo incarico per il resto della sua vita. Ma Jonas non diventa un medico, un avvocato o un giardiniere.
Il mestiere di Jonas è unico e particolare. Il suo compito è custodire le memorie di tutta l'umanità sin dall'inizio dei tempi. Jonas è il nuovo Accoglitore di Memorie, che gli verranno trasmesse dal suo predecessore, da allora chiamato Donatore, appunto The Giver.
Il suo addestramento con il Donatore, un brillante Jeff Bridges, fa conoscere a Jonas tutto quello che manca nel suo mondo: amore, stupore, piacere. Ma anche tristezza, paura, sofferenza. Tramite i ricordi è capace di distinguere i colori, sentire gli odori, ballare e cantare sulle note di una splendida colonna sonora di Marco Beltrami. E allo stesso tempo combatte in trincea, assiste ad attentati ed omicidi e soffre insieme a tutta l’umanità.
"E così mi persi, nel senso buono del termine: vidi scene e sentii suoni impossibili da descrivere, volti la cui pelle aveva i colori più disparati, mi sentii così vivo, questo era proibito? Non sapevo cosa pensare, cosa credere."
Il mondo utopico in cui vive si trasforma ai suoi occhi in una grigia e omologante comunità, dove la natura umana e gli istinti naturali vengono contrastati dai capi supremi, in particolare dal Capo Anziano, personaggio austero e severo che Meryl Streep interpreta formidabilmente. Nella sua società ogni diversità viene estirpata senza pietà, in un folle tentativo di cancellare ogni traccia dell'anima, cuore pulsante dell'essere umano, a causa di pessimismo e sfiducia nella natura dell’uomo.
Sta proprio in questo il messaggio di fondo del film, basato sulla scelta di essere diversi in una società che tenta di codificare anche le emozioni. La trama è quella di uno “Young Adult” che riesce comunque a caricarsi di un forte valore morale e a mettere in atto una profonda critica all’omologazione nella società di oggi.
In uno tsunami di gioia, malinconia e consapevolezza di ciò di cui l’uomo non può fare a meno, Jonas riesce ad arrivare al cuore dello spettatore e a colpirlo nel profondo. The Giver si presenta dunque come un inno alla vita, un invito a fare esperienze, a conoscere e a innamorarsi del mondo.
Alice Torzillo

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