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Neutralismo VS Interventismo. Razionalità VS Patriottismo


Il 24 Maggio 1915, l'Italia avvió le operazioni militari che si inserirono nello scenario della Prima Guerra Mondiale.
Questo conflitto coinvolse 65 milioni di soldati di tutto il mondo e vide il decesso di ben 9 milioni di coscritti, il ferimento di 22 milioni di essi e la dispersione o l'imprigionamento di altri 8 milioni di uomini.





Il Regio esercito italiano portó alle armi 6 milioni di civili e non, dei quali 650.000 trovarono la morte. Eppure a colpire l'attenzione di molti storici non è la portata di quest'ultimo conflitto in termini di perdite, bensí le modalità che portarono l'Italia stessa ad entrare in guerra.
Infatti, prima che lo stivale si armasse contro i suoi nemici, si assistette ad  un lungo dibattito pubblico in cui le varie parti (interventisti e neutralisti) cercarono di valutare attentamente le possibili ritorsioni o gli eventuali benefici che avrebbe comportato entrare in guerra.
Detto in altre parole, gli italiani non si fecero trasportare dallo spirito patriottico o da ondate di emotivitá, come nel caso di altre nazioni, ma analizzarono attentamente ed in modo razionale la situazione prima di giungere ad una scelta.


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Lo stesso Giolitti, ad esempio, non era contrario alla guerra in sè ma a quella guerra, poichè aveva compreso, da abile statista quale era, che il conflitto sarebbe stato lungo ed estenuante, in grado di mettere in crisi economie ben più salde di quella italiana.
Ma nonostante l'ingresso in guerra fosse stato preceduto da una parentesi storica di sano dibattito e quantunque l'entrata in scena dell'Italia fosse stata voluta da persone che avevano a cuore il bene della penisola, l'esito del conflitto diede ragione ai neutralisti, ovvero a coloro che, per ragioni tecniche o morali, non vollero che gli italiani imbracciassero l'artiglieria.


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Infatti, i 45 miliardi di lire spesi per far muovere gli ingranaggi bellici (equivalenti a 150 miliardi di euro), i 650.000 cadaveri pianti dalle famiglie italiane e i circa 500.000 soldati feriti gravemente o mutilati, palesarono che i calcoli condotti dagli interventisti erano stati fatti male e che l'Italia barricandosi nelle trincee, non aveva prodotto alcun risultato positivo, se non quello di dare voce ad un settore come quello della produzione di armi e equipaggiamenti bellici sempre piú in crescita, che in futuro si rivelerà capace finanche di spostare gli equilibri internazionali.
Michael Erasmo Alliegro

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